{"id":10058,"date":"2020-09-22T09:25:55","date_gmt":"2020-09-22T07:25:55","guid":{"rendered":"https:\/\/one.listonegiordano.com\/?p=10058"},"modified":"2020-09-22T09:32:32","modified_gmt":"2020-09-22T07:32:32","slug":"storia-patricia-urquiola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.listonegiordano.com\/one\/design\/storia-patricia-urquiola\/","title":{"rendered":"Una storia di Patricia Urquiola"},"content":{"rendered":"\n<p>L\u2019ingegner Aureliano Camelia in tanti anni aveva gi\u00e0 lavorato con molti progettisti ma si era finalmente deciso ad un\u2019esperienza diversa, per rinnovare il portfolio della sua azienda vivaistica &#8211; gi\u00e0 molto ricco di importanti realizzazioni internazionali. Non era una novit\u00e0 che alla vecchia scuola di paesaggisti aristocratici si aggiungessero da tempo progettiste donne, di pi\u00f9 fresca ispirazione: ma era la prima volta che Camelia si preparava a collaborare con una di loro, tra le pi\u00f9 stimate in un mondo che non faceva sconti a chi non avesse, oltre all\u2019ingegno creativo, una vera conoscenza tecnica e un amore smisurato per alberi, piante e fiori. Un giardino, un parco, sono mondi delicati e insieme spietati, regni magici dove Natura e Artificio si combattono per la prevalenza dell\u2019uno sull\u2019altro. <\/p>\n\n\n\n<p>E solo quando si uniscono in nozze alchemiche il semplice amatore e\/o l\u2019esperto progettista possono godere dei fiori e dei frutti che ne nascono. Del resto, Aureliano sapeva che gi\u00e0 il suo nome di famiglia conteneva un presagio sulla difficolt\u00e0 del crescere e sbocciare, simboleggiato da quella curiosa pianta nipponica: che se non vive in un habitat progettato e seguito con cura rimarr\u00e0 un arbusto capriccioso, rigoglioso ma sterile, che pi\u00f9 del verde scurissimo e lucido delle foglie non regaler\u00e0 al giardiniere inesperto. Con questi pensieri in mente, l\u2019ingegnere suon\u00f2 il campanello al portone del palazzo Liberty dove aveva studio a Milano Patricia Urquiola. <\/p>\n\n\n\n<p>Camelia non se l\u2019aspettava, ma ad aprire il bel portone in legno e ferro battuto venne proprio lei. Gli strinse la mano con forza, lo fece entrare nella bella corte e da l\u00ec in studio. Avevano parlato all\u2019ingegnere di un ufficio abbastanza grande, un open space con molti collaboratori indaffarati e dove inevitabilmente telefonate, discussioni e altri suoni si sovrapponevano e risuonavano in una simpatica cacofonia. Aument\u00f2 quindi lo stupore di Camelia quando si trov\u00f2 in uno studio completamente vuoto, perfettamente in ordine, con tutte le apparecchiature spente, non una persona al lavoro e la sola Urquiola a riceverlo.\u201cCarissimo, non se debe estupire\u201d inizi\u00f2 Patricia, con la sua simpatia e il suo inconfondibile accento spagnolo, che in tanti anni a Milano non aveva mai perso: \u201cOggi si sposa una nostra carissima collaboratrice e tutti sono andati alla festa. Io sto qui a lavorare, certi committenti non aspettano\u201d spieg\u00f2 con il grande sorriso, pi\u00f9 una risata contagiosa, per cui era famosa. \u201cNon le dispiace se le faccio strada io? <\/p>\n\n\n\n<p>Andiamo in biblioteca, che dice, ingegnere?\u201dCamelia inizi\u00f2 a seguirla e &#8211; mentre lei non smetteva di parlare, praticamente di tutto &#8211; osserv\u00f2 che lo studio era davvero bello, organizzato su pi\u00f9 livelli con un\u2019accorta ristrutturazione: ma in qualche modo Patricia era riuscita a conservarlo nella sua atmosfera originale, con residui del d\u00e8cor Liberty come qualche vetrata alle finestre, corrimani e ringhiere in ferro battuto e perfino qualche lampada a sospensione originale. Per il resto dominavano colori chiari, negli arredi mobili, nelle pareti, nei soffitti e perfino nel pavimento, di listoni di legno verniciato. La sequenza delle stanze e degli spazi continuava e non sembrava finire pi\u00f9.Camelia cominciava a chiedersi dove potesse essere la biblioteca, quando finalmente Patricia apr\u00ec una porticina (porticina se rapportata all\u2019altezza dello spazio, che in quel corridoio curiosamente si alzava a pi\u00f9 di quattro metri) e lo fece entrare in una grande stanza circolare. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>LEGGI ANCHE &#8211; <a href=\"https:\/\/www.listonegiordano.com\/one\/design\/una-storia-di-marc-sadler\/\">Una storia di Marc Sadler<\/a><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Era ancora pi\u00f9 alta dell\u2019ultimo corridoio da cui erano passati, con strani tendaggi rosa alle pareti: strani perch\u00e9 la stanza non aveva finestre, ma la luce entrava da una vetrata aperta nel soffitto e cadeva zenitalmente nel centro dell\u2019ambiente. Qui stava un tavolo di cristallo variegato, come liquefatto e poi solidificato, in una semplice geometria di cerchi e rettangoli. Doveva essere un pezzo speciale su misura: senza riempire tutta la stanza, ne occupava una gran parte. Le sedie erano piccole, in uno stile e materiale simile ma con un minimo di ergonomia per potercisi sedere. L\u2019ingegnere si accorse allora che erano solo due, ma evidentemente anche questa scelta faceva parte della scenografia dell\u2019accoglienza.\u201cPrego Ingegnere, si sieda \u201d gli si rivolse Patricia, molto rilassata. \u201cAllora, di cosa parliamo?\u201d Aureliano inizi\u00f2 necessariamente dalla storia della sua azienda &#8211; una delle pi\u00f9 grandi in Italia e in Europa &#8211; che era arrivata al successo non solo per molti anni di intensa attivit\u00e0 ma per essere impostata con un metodo rigoroso di ricerca, progettazione e realizzazione, secondo normative e regolamenti piuttosto complessi, quasi come un\u2019impresa di costruzioni: con la differenza che i progetti della sua societ\u00e0 si adattavano, dovevano adattarsi all\u2019imprevedibilit\u00e0 della natura.<\/p>\n\n\n\n<p>Patricia era entusiasta di questa concezione progettuale e riemp\u00ec Aureliano di domande: in parte per curiosit\u00e0 vera &#8211; come nel suo carattere &#8211; in parte per la necessit\u00e0 di capire cosa effettivamente avrebbe potuto offrire a quell\u2019ingegnere giovane e simpatico, cos\u00ec appassionato al suo lavoro. Finch\u00e9, alla fine del suo racconto, Patricia fece un breve riassunto: \u201cDunque, si ho capito bene vorrebbe che studiassimo per lei una specie di \u201cparco prefabbricato\u201d, un sistema de componenti\u2026 non saprei bene come chiamarle\u2026 di elementi, diciamo, per poter realizzare meglio e pi\u00f9 velocemente giardini di dimensioni diverse?<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"749\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.listonegiordano.com\/one\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Patricia-Urquiola-749x1024.jpeg\" alt=\"Patricia Urquiola\" class=\"wp-image-10078\" srcset=\"https:\/\/www.listonegiordano.com\/one\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Patricia-Urquiola-749x1024.jpeg 749w, https:\/\/www.listonegiordano.com\/one\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Patricia-Urquiola-219x300.jpeg 219w, https:\/\/www.listonegiordano.com\/one\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Patricia-Urquiola-768x1050.jpeg 768w, https:\/\/www.listonegiordano.com\/one\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Patricia-Urquiola-366x500.jpeg 366w, https:\/\/www.listonegiordano.com\/one\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Patricia-Urquiola.jpeg 1000w\" sizes=\"auto, (max-width: 749px) 100vw, 749px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>\u201dEra pi\u00f9 o meno quello di cui aveva bisogno l\u2019ingegnere, considerato che le commissioni continuavano ad aumentare, un po\u2019 in tutto il mondo e non sempre si poteva far lavorare i progettisti sull\u2019intero parco, quando alcune \u201cisole\u201danche di dimensioni importanti potevano essere gi\u00e0 predisposte. Quindi Aureliano le rispose, lapidario: \u201cS\u00ec, penso che ci siamo intesi\u201dPatricia allora si alz\u00f2 in piedi, gir\u00f2 su s\u00e9 stessa e tir\u00f2 uno dei cordoncini di seta che pendevano lungo il perimetro della stanza.<\/p>\n\n\n\n<p>I tendaggi si aprirono tutti contemporaneamente e svelarono un\u2019enorme scaffalatura di legno massello che ricopriva tutte le pareti, piena di grandi volumi, uguali e numerati progressivamente, con la costa di colori diversi per ognuno degli argomenti trattati. La scaffalatura sembrava antica, mentre i volumi avevano l\u2019aria di essere stati appena rilegati: anche se un finissimo velo di polvere faceva capire che erano l\u00ec gi\u00e0 da un po\u2019 di tempo.\u201cVediamo si aqui se trova qualcosa di adatto a noi\u201d disse Patricia sorridendo, mentre si arrampicava agilmente su una leggera scaletta, apparsa dal nulla, che poteva arrivare fino all\u2019ultima mensola. Aureliano non fece neanche in tempo ad alzarsi per offrirsi di andare su lui, che Patricia era gi\u00e0 salita, aveva preso uno dei volumi in alto e iniziava a scendere. L\u2019ingegnere le diede la mano per aiutarla sull\u2019ultimo piolo della scala, un po\u2019 troppo alto. <\/p>\n\n\n\n<p>Patricia lo ringrazi\u00f2, mise il piede a terra, pass\u00f2 la mano libera sulla giacca e i pantaloni di raso che si erano appena impolverati dalla salita sugli scaffali e con tutte e due le mani si chin\u00f2 leggermente per appoggiare il volume sul tavolo di cristallo liquefatto.<br>\u201cAllora ingegnere, avr\u00e0 capito\u201d disse, battendo piano una mano sulla copertina di tela del volume \u201cQueste sono le raccolte dei miei studi per vari progetti, realizzati ma anche no. C\u2019\u00e8 dentro quasi tutto, dai primi lavori agli ultimi ma anche molte idee che ho avuto e che non sono riuscita a realizzare, o per cui non si \u00e8 trovato il partner adatto. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>LEGGI ANCHE &#8211; <a href=\"https:\/\/www.listonegiordano.com\/one\/design\/michele-de-lucchi-racconto\/\">Una storia di Michele De Lucchi<\/a><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Lei sa che in questi ultimi anni stiamo facendo anche diverse architetture, specialmente per il pubblico e con molti spazi esterni?\u201d\u201cLo so bene Patricia, e so che sta avendo un grande successo: anche per questo sono qui da lei, perch\u00e9 ho fiducia che tra ricerche e progetti realizzati potremmo avere veramente una collaborazione interessante.\u201d\u201cEcco, bene\u2026 Allora, in questo volume ho raccolto disegni e idee per il verde, e in generale per gli spazi esterni: compresi quegli arredi outdoor per cui sembra io sia diventata famosa\u201dsorrise Patricia, quasi arrossendo. <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cEppure \u00e8 stato abbastanza logico, avendo disegnato tanti oggetti e spazi, dedicarmi a studiare anche prodotti e soluzioni per gli esterni. Quando ho cominciato c\u2019era veramente poco, di bello, e mi sono proprio divertita a inventare tante nuove tipologie, di mobili e ambienti. In fondo per me progettare \u00e8 ancora un po\u2019 com\u2019era per i maestri che ho avuto la fortuna di conoscere &#8211; Castiglioni, Magistretti: passare da una scala all\u2019altra, dall\u2019oggetto all\u2019edificio, con la stessa convinzione che \u00e8 sempre possibile inventare qualcosa\u2026 <\/p>\n\n\n\n<p>Dunque, vediamo un po\u2019 cosa c\u2019\u00e8 qui\u2026\u201d Quando finalmente Patricia si decise ad aprire il volume, l\u2019ingegnere fu stupito dall\u2019incredibile quantit\u00e0 di disegni: da studi di foglie, fiori e rami a interi paesaggi, piccoli mobili, superfici, edifici. A volte i disegni riempivano completamente le pagine, altre rimanevano isolati: come a distinguere un pensiero, un\u2019idea migliore, o solo pi\u00f9 precisa, delle altre.Fu allora che successe l\u2019inaspettato. <\/p>\n\n\n\n<p>Appena Patricia sfiorava con le dita i disegni che interessavano Aureliano questi si animavano, come fossero reali: o meglio, apparivano sul soffitto, diventato opaco, e sulle pareti in una specie di diorama iperrealistico, o un film in multi proiezione. Fissando le pareti, lo sguardo dell\u2019ingegnere si perdeva tra boschetti ombrosi e grandi prati che fiorivano come in stop-motion, con fonti e ruscelli che scorrevano gorgogliando: profumi sconosciuti fluttuavano nell\u2019aria e sembravano trasformare i suoni del creato in una musica soprannaturale. <\/p>\n\n\n\n<p>Meravigliato dal realismo fantastico della situazione, Aureliano prima pens\u00f2 a nuovissime, a lui sconosciute tecniche di digitalizzazione: poi prefer\u00ec lasciarsi trasportare dall\u2019illusione. Cos\u00ec ogni volta che un disegno \u201ctornava\u201d dentro il libro, subito gli veniva la curiosit\u00e0 di vederne materializzarsi un altro. L\u2019illusione continu\u00f2 per un bel po\u2019, con Patricia sempre pi\u00f9 divertita a ogni nuovo progetto che si spiegava dentro la stanza, che per l\u2019ingegnere era ormai definitivamente frutto di una magia. Ma il tempo correva pi\u00f9 veloce del solito. <\/p>\n\n\n\n<p>Quando le immagini sparivano e la stanza tornava ad essere illuminata solo dall\u2019alto, la luce era sempre pi\u00f9 morbida e fievole, finch\u00e9 non fu definitivamente buio. Non era tardissimo, ma il mese di ottobre non lasciava giornate molto lunghe: continuarono cos\u00ec per un po\u2019 a \u201cgiocare\u201d con quelle rappresentazioni che erano davvero impressionanti, per quanto rendevano bene il senso, il funzionamento e la percezione dei progetti. Avevano sfogliato quasi tutto il volume quando si trovarono d\u2019accordo sull\u2019idea di una soluzione modulare, che Patricia si mise a schizzare sotto gli occhi dell\u2019ingegnere, direttamente nelle pagine ancora bianche del volume, che non erano poche: e che comunque sembravano aumentare, man mano che si riempivano di altri disegni e appunti\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Aureliano si rese conto che era davvero tardi, guard\u00f2 l\u2019orologio e chiese se per quel giorno poteva bastare. \u201cSe basta a lei, ingegnere, certo, ci fermiamo qui, per ora\u201d disse Patricia con un nuovo sorriso. \u201cPer\u00f2 voglio lasciarle almeno una copia dei disegni e degli studi su cui ci siamo basati. \u201c\u201cMa non c\u2019\u00e8 bisogno, pu\u00f2 mandarmi le scansioni, con comodo. Non vorrei si rovinassero, sono cos\u00ec belli\u2026\u201d\u201cMa no, d\u00e0i, le faccio io delle fotocopie a colori, cos\u00ec anche per ricordo. <\/p>\n\n\n\n<p>Va bene? Anzi, uno dei disegni glielo regalo!\u201d e in un attimo Patricia stacc\u00f2 dal volume il pi\u00f9 bello di tutti, un acquerello pieno di colori e di grazia, con un sentiero che si biforcava tra i prati, pavimentato con un sistema di elementi in legno che ricordavano curiosamente la forma di certi biscotti.\u2026Adesso Camelia si stava avviando verso il taxi che aveva chiamato Patricia. <\/p>\n\n\n\n<p>Lei gli aveva consegnato una bella busta con i disegni, lo aveva salutato con un ultimo abbraccio, nel suo modo caloroso, ed era rimasta un attimo sulla porta dello studio a fargli ciao con la mano. Ancora un po\u2019 confuso, mentre usciva dal portone Aureliano riaccese il telefono che aveva spento: per educazione ma anche per non essere disturbato e non distrarsi. Per poco non gli cadde di mano, quando vide sul display almeno una decina di sms dello studio Urquiola. <\/p>\n\n\n\n<p>Ognuno gli chiedeva se aveva ricevuto le telefonate e l\u2019avviso precedente. Aureliano richiam\u00f2 il numero da cui arrivavano i messaggi e una voce acuta, ma gentile, rispose gi\u00e0 al primo squillo. \u201cIngegnere, finalmente! Abbiamo provato a chiamarla tante volte per avvisarla, ma il suo cellulare sembrava spento! Patricia oggi non pu\u00f2 incontrarla, c\u2019\u00e8 stato un contrattempo, un\u2019emergenza ed \u00e8 dovuta volare in un cantiere in Belgio\u2026 Si scusa moltissimo e giura che la rivedr\u00e0 entro il mese.\u201dAureliano si sent\u00ec troppo stupido, o turbato, per raccontare quello che gli era successo. Figurarsi chiedere spiegazioni. <\/p>\n\n\n\n<p>Nessuno gli avrebbe creduto, ma voleva capirci almeno qualcosa. Si convinse a fare la strada all\u2019indietro, annull\u00f2 il taxi, suon\u00f2 nuovamente al portone sulla strada e si fece aprire. Entr\u00f2 in cortile, sent\u00ec voci e rumori venire dalle finestre dello studio: ma i locali non erano quelli dov\u2019era stato fino a poco prima. La porta da cui era uscita e rientrata Patricia era chiusa: e ora, guardandola meglio con le luci forti del cortile che nel frattempo si erano accese, vide che era malridotta, con la vernice scrostata in pi\u00f9 punti e sui tasti dei campanelli nomi illeggibili. <\/p>\n\n\n\n<p>Gli si era affrettato il respiro, si decise a chiedere una spiegazione e suon\u00f2 alla porta, da cui venivano i suoni di melodie spagnole cantate allegramente.La segretaria lo accolse con aria contrita e un \u201cCome ci dispiace, ingegner Camelia, ma Patricia \u00e8 proprio dovuta partire di corsissima\u2026 e perdoni la confusione!\u201d, si scus\u00f2 imbarazzata \u201cDomani si sposa una nostra collaboratrice di tanti anni, cos\u00ec i ragazzi sono un po\u2019 agitati nella preparazione\u2026\u201d aggiunse, trattenendo un sorriso divertito. Camelia pens\u00f2 di essere davvero stupido o &#8211; per un attimo &#8211; di essere finito in uno di quelle trasmissioni di scherzi in TV. <\/p>\n\n\n\n<p>Ma non era possibile, cos\u00ec non gli venne in mente altro che dire: \u201cNon si preoccupi, un contrattempo pu\u00f2 succedere. Per\u00f2\u2026 una curiosit\u00e0. Ho visto che proprio qui accanto a voi c\u2019\u00e8 una porta simile alla vostra, ma un po\u2019 malandata. Dove si va da quell\u2019ingresso?\u201d\u201cAh ingegnere, la porticina\u2026\u201d disse la segretaria con un tono di voce pi\u00f9 basso. \u201cGuardi, anche per noi c\u2019\u00e8 voluto un po\u2019 a capirlo. Sono dei locali vuoti da tanto, ma che i proprietari non vogliono cedere per nessun motivo. E poi, non si sa nemmeno bene chi siano\u2026 forse nipoti dell\u2019ingegnere che ha costruito il palazzo.\u201d\u201cE come si chiamava l\u2019ingegnere?\u201d \u201cGardenia? Mi pare\u2026 no, no, no\u2026 Magnolia?\u201d \u201cInsomma, il nome di un fiore\u201d, tent\u00f2 d\u2019indovinare la segretaria. \u201cPatricia per\u00f2 dovrebbe saperlo\u2026 <\/p>\n\n\n\n<p>Quando torna, se vuole, glielo chiediamo\u201d\u201cNo, non importa, fa lo stesso. Allora, grazie: ci sentiamo per fissare un nuovo appuntamento, il prima possibile, per favore.\u201cNon mancheremo, la chiamiamo appena rivediamo l\u2019agenda con Patricia. Grazie della pazienza, ingegnere, faccia un buon viaggio di ritorno\u201d.Fuori era notte. Aureliano Camelia usc\u00ec dal palazzo Liberty e fece ancora qualche passo un po\u2019 incerto. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong><a href=\"https:\/\/www.listonegiordano.com\/prodotti\/natural-genius\/biscuit\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">SCOPRI IL PARQUET BISCUIT &#8211; PATRICIA URQUIOLA<\/a><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Qualche numero pi\u00f9 avanti, sulla via, c\u2019era un bar con un piccolo dehors e dei tavolini. Gli sembr\u00f2 gradevole e si sedette al tavolo pi\u00f9 distante dall\u2019uscita. Accese una sigaretta, chiese un caff\u00e8 e un bicchiere d\u2019acqua alla cameriera che era subito arrivata al tavolo. Il sorriso di lei gli ricord\u00f2 lo stesso della Patricia che aveva visto nel sogno\u2026 un sogno? <\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019improvviso ripens\u00f2 ai disegni che si animavano. Guard\u00f2 nella borsa, dove li aveva messi: erano ancora l\u00ec. Non si muovevano, non diventavano realt\u00e0: ma anche alla luce debole del dehors gli sembrarono, soprattutto l\u2019acquerello, ancora utili, originali, bellissimi. Proprio quello che ci voleva per la sua nuova strategia aziendale.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\t\r\n\t\t\t\t\t\n<div class=\"wp-block-group\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<p><strong>Seguici sui nostri canali per restare sempre aggiornato: <\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"has-white-color has-black-background-color has-text-color has-background has-link-color wp-block-list wp-elements-22151444a665cce6c776750adbab5190\">\n<li><a href=\"https:\/\/t.me\/listonegiordanoofficial\">Canale Telegram<\/a><\/li>\n\n\n\n<li><a href=\"https:\/\/whatsapp.com\/channel\/0029VaR7wuhCnA7pPd7rte40\">Canale Whatsapp<\/a><\/li>\n\n\n\n<li><a href=\"https:\/\/www.instagram.com\/listonegiordano\/\">Instagram <\/a><\/li>\n\n\n\n<li><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/listonegiordanoitalia\">Facebook<\/a><\/li>\n\n\n\n<li><a href=\"https:\/\/www.linkedin.com\/company\/listone-giordano\">Linkedin<\/a><\/li>\n<\/ul>\n<\/div><\/div>\n\t\t<div class=\"related-posts\">\r\n\t\t\t<h3 class=\"lusitana medium-font green roboto align-center row-padding\"><span>Related Articles<\/span><\/h3>\r\n\t\t\t<div class=\"container white-bkg\">\r\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\r\n\t\t\t\t\t<div class=\"regular-article column-of-4 left col-padding row-padding\">\r\n\t\t\t\t\t\t<a class=\"image not-mobile\" href=\"https:\/\/www.listonegiordano.com\/one\/design\/una-storia-di-marc-sadler\/\" rel=\"bookmark\"><img decoding=\"async\" class=\"cover\" src=\"https:\/\/www.listonegiordano.com\/one\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Sadler_2-500x363.jpg\" loading=\"lazy\"><\/a>\r\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"postedby-on roboto tiny-font\">\t<span class=\"lower byline\">di<\/span> <span class=\"byline\"><span class=\"author vcard\"><a class=\"url fn n\" href=\"https:\/\/www.listonegiordano.com\/one\/author\/stefano-casciani\/\">Stefano Casciani<\/a><\/span><\/span>\t<span class=\"posted-on\"> &#8211; 5 anni fa<\/span><\/div>\t\t\t\t\t\t<h2 class=\"title lusitana small-font\"><a href=\"https:\/\/www.listonegiordano.com\/one\/design\/una-storia-di-marc-sadler\/\" rel=\"bookmark\">Una storia di Marc Sadler<\/a><\/h2>\r\n\t\t\t\t\t<\/div>\r\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\r\n\t\t\t\t\t<div class=\"regular-article column-of-4 left col-padding row-padding\">\r\n\t\t\t\t\t\t<a class=\"image not-mobile\" href=\"https:\/\/www.listonegiordano.com\/one\/design\/michele-de-lucchi-racconto\/\" rel=\"bookmark\"><img decoding=\"async\" class=\"cover\" src=\"https:\/\/www.listonegiordano.com\/one\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/De_lucchi_1-500x369.jpg\" loading=\"lazy\"><\/a>\r\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"postedby-on roboto tiny-font\">\t<span class=\"lower byline\">di<\/span> <span class=\"byline\"><span class=\"author vcard\"><a class=\"url fn n\" href=\"https:\/\/www.listonegiordano.com\/one\/author\/stefano-casciani\/\">Stefano Casciani<\/a><\/span><\/span>\t<span class=\"posted-on\"> &#8211; 5 anni fa<\/span><\/div>\t\t\t\t\t\t<h2 class=\"title lusitana small-font\"><a href=\"https:\/\/www.listonegiordano.com\/one\/design\/michele-de-lucchi-racconto\/\" rel=\"bookmark\">Una storia di Michele De Lucchi<\/a><\/h2>\r\n\t\t\t\t\t<\/div>\r\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<br class=\"separator-mobile clear\">\r\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\r\n\t\t\t\t\t<div class=\"regular-article column-of-4 left col-padding row-padding\">\r\n\t\t\t\t\t\t<a class=\"image not-mobile\" href=\"https:\/\/www.listonegiordano.com\/one\/design\/patricia-urquiola-design-rigore-creativita\/\" rel=\"bookmark\"><img decoding=\"async\" class=\"cover\" src=\"https:\/\/www.listonegiordano.com\/one\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/intervista_urquiola_giordano_architettura_01-1-e1578901983527-500x242.jpg\" loading=\"lazy\"><\/a>\r\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"postedby-on roboto tiny-font\">\t<span class=\"lower byline\">di<\/span> <span class=\"byline\"><span class=\"author vcard\"><a class=\"url fn n\" href=\"https:\/\/www.listonegiordano.com\/one\/author\/t-plan\/\">The Plan<\/a><\/span><\/span>\t<span class=\"posted-on\"> &#8211; 6 anni fa<\/span><\/div>\t\t\t\t\t\t<h2 class=\"title lusitana small-font\"><a href=\"https:\/\/www.listonegiordano.com\/one\/design\/patricia-urquiola-design-rigore-creativita\/\" rel=\"bookmark\">Patricia Urquiola. Design, rigore, creativit\u00e0<\/a><\/h2>\r\n\t\t\t\t\t<\/div>\r\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\r\n\t\t\t\t\t<div class=\"regular-article column-of-4 left col-padding row-padding\">\r\n\t\t\t\t\t\t<a class=\"image not-mobile\" href=\"https:\/\/www.listonegiordano.com\/one\/design\/biscuit-patricia-urquiola\/\" rel=\"bookmark\"><img decoding=\"async\" class=\"cover\" src=\"https:\/\/www.listonegiordano.com\/one\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/hardwood_flooring_biscuit_urquiola_listone_giordano_50-1-414x500.jpg\" loading=\"lazy\"><\/a>\r\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"postedby-on roboto tiny-font\">\t<span class=\"lower byline\">di<\/span> <span class=\"byline\"><span class=\"author vcard\"><a class=\"url fn n\" href=\"https:\/\/www.listonegiordano.com\/one\/author\/r-listonegiordano\/\">Redazione<\/a><\/span><\/span>\t<span class=\"posted-on\"> &#8211; 6 anni fa<\/span><\/div>\t\t\t\t\t\t<h2 class=\"title lusitana small-font\"><a href=\"https:\/\/www.listonegiordano.com\/one\/design\/biscuit-patricia-urquiola\/\" rel=\"bookmark\">Biscuit | Patricia Urquiola<\/a><\/h2>\r\n\t\t\t\t\t<\/div>\r\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<br class=\"clear\">\r\n\t\t\t<\/div>\r\n\t\t<\/div>\r\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019ingegner Aureliano Camelia in tanti anni aveva gi\u00e0 lavorato con molti progettisti ma si era finalmente deciso ad un\u2019esperienza diversa, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":10076,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"area":"","groups":"","preview":"","columns":"","rows":"","footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-10058","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-design"],"featured_image_src":"https:\/\/www.listonegiordano.com\/one\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Patricia_2-150x150.jpg","yoast_head":"<!-- This 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A 25 anni \u00e8 art director e responsabile dell'immagine per Zanotta, partecipa alle attivit\u00e0 sperimentali dello Studio Alchimia e inizia l'attivit\u00e0 di consulente per la comunicazione, art director e designer per numerose aziende, tra cui Bticino (dove collabora a diversi allestimenti con Achille Castiglioni), Driade, Boffi Bisazza, Oluce, che lo porter\u00e0 ad essere riconosciuto come una singolare figura di scrittore, critico e al tempo stesso progettista. Particolarmente interessato alla ricerca sull'integrazione tra le diverse forme espressive, tra il 1987 e il 1990 opera attraverso lo studio S.A.D con cui realizza prototipi e oggetti e partecipa a numerose mostre in gallerie d'arte e musei, dal Louisiana Museum di Copenhagen alla Biennale di Venezia, dalla Triennale di Milano alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna a Roma. Dalla fine degli anni 80 inizia con Gabi Faeh la progettazione e la produzione di una serie di oggetti (principalmente vasi da fiori) dove esplora la poetica di forme e materiali, in una dichiarazione di indipendenza dall'industria. Tra il 1999 e il 2000 cura per la RAI il programma Lezioni di Design (Premio Compasso d'oro 2001 per la ricerca). Prosegue l'attivit\u00e0 di designer con l'azienda USA Ivalo Lightning con la serie di apparecchi illuminanti Aliante, che nel 2001 ottiene il Lightning for Tomorrow Award. Nel 2003 la Fondazione Jacqueline Vodoz e Bruno Danese di Milano ospita la sua retrospettiva personale . Autore di centinaia di articoli, saggi e molti libri su architettura, arte e design, ha pubblicato monografie su Pierre Restany, Ettore Sottsass, Massimiliano Fuksas. Dall'aprile 2000 al 2011 \u00e8 stato vice direttore di Domus, nel 2012 fonda con Paola Bellani la rivista (su carta) disegno. la nuova cultura industriale. Dal 2011 \u00e8 membro dell'Advisory Board della Fondazione Bisazza. Nel 2012 \u00e8 co-curatore (e poi membro della Giulia Internazionale) del concorso Nuovo Campus Universit\u00e0 Bocconi. Dal 2012 \u00e8 Direttore Scientifico di \\\"ArcVision Prize. Women and Architecture\\\" di Italcementi Group. Nel 2017 \u00e8 nominato Italian Design Ambassador dalla Triennale di Milano e dal Ministero degli Esteri. Nel 2019 presenta allo spazio Arena Listone Giordano di Milano la produzione realizzata negli anni con Gabi Faeh, nella mostra \\\"Nuove Forme e Colori del Vuoto. Stefano Casciani + Gabi Faeh. 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A 25 anni \u00e8 art director e responsabile dell'immagine per Zanotta, partecipa alle attivit\u00e0 sperimentali dello Studio Alchimia e inizia l'attivit\u00e0 di consulente per la comunicazione, art director e designer per numerose aziende, tra cui Bticino (dove collabora a diversi allestimenti con Achille Castiglioni), Driade, Boffi Bisazza, Oluce, che lo porter\u00e0 ad essere riconosciuto come una singolare figura di scrittore, critico e al tempo stesso progettista. Particolarmente interessato alla ricerca sull'integrazione tra le diverse forme espressive, tra il 1987 e il 1990 opera attraverso lo studio S.A.D con cui realizza prototipi e oggetti e partecipa a numerose mostre in gallerie d'arte e musei, dal Louisiana Museum di Copenhagen alla Biennale di Venezia, dalla Triennale di Milano alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna a Roma. Dalla fine degli anni 80 inizia con Gabi Faeh la progettazione e la produzione di una serie di oggetti (principalmente vasi da fiori) dove esplora la poetica di forme e materiali, in una dichiarazione di indipendenza dall'industria. Tra il 1999 e il 2000 cura per la RAI il programma Lezioni di Design (Premio Compasso d'oro 2001 per la ricerca). Prosegue l'attivit\u00e0 di designer con l'azienda USA Ivalo Lightning con la serie di apparecchi illuminanti Aliante, che nel 2001 ottiene il Lightning for Tomorrow Award. Nel 2003 la Fondazione Jacqueline Vodoz e Bruno Danese di Milano ospita la sua retrospettiva personale . Autore di centinaia di articoli, saggi e molti libri su architettura, arte e design, ha pubblicato monografie su Pierre Restany, Ettore Sottsass, Massimiliano Fuksas. Dall'aprile 2000 al 2011 \u00e8 stato vice direttore di Domus, nel 2012 fonda con Paola Bellani la rivista (su carta) disegno. la nuova cultura industriale. Dal 2011 \u00e8 membro dell'Advisory Board della Fondazione Bisazza. Nel 2012 \u00e8 co-curatore (e poi membro della Giulia Internazionale) del concorso Nuovo Campus Universit\u00e0 Bocconi. Dal 2012 \u00e8 Direttore Scientifico di \"ArcVision Prize. Women and Architecture\" di Italcementi Group. Nel 2017 \u00e8 nominato Italian Design Ambassador dalla Triennale di Milano e dal Ministero degli Esteri. Nel 2019 presenta allo spazio Arena Listone Giordano di Milano la produzione realizzata negli anni con Gabi Faeh, nella mostra \"Nuove Forme e Colori del Vuoto. Stefano Casciani + Gabi Faeh. 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