Cantina Antinori A San Casciano Progettata Da Marco Casamonti

La tenuta Lunelli, Antinori, Frescobaldi e molte altre in Italia affidano i loro preziosi tesori liquidi a cantine progettate da grandi firme dell’architettura. Il risultato di anni di ricerca e di costruzione sono edifici che traghettano la natura verso l’arte della vinificazione, facendo da ponte tra bellezza del paesaggio e opera/manufatto dell’uomo senza per questo relegare in secondo piano la piena funzionalità degli stessi.

Un’astronave atterrata nel Chianti fiorentino. Il profilo di una tartaruga sulle verdi colline umbre. Una boule fuori scala di vetro trasparente sui colli piemontesi. Viaggiando per l’Italia. dalle Langhe alla Toscana passando per il Veneto e la Sicilia, la geografia delle cantine d’autore ridisegna l’identità delle case vitivinicole del nostro Paese. Le nuove ‘cattedrali del vino’, firmate dai grandi nomi dell’architettura internazionale, non sono più semplici luoghi di produzione ma ambite mete turistiche che esaltano la fusione di cultura del progetto e design, tecnologia e sostenibilità.

La tenuta Monsordo Bernardina, Alba

E’ la geometria dell’acino esploso a scala titanica la vera forza di questa realizzazione architettonica.  La Tenuta Monsordo Bernardina, alle porte di Alba, incorpora con fierezza l’avveniristico Acino che promana dalle vigne del Barolo. Un progetto che rispecchia lo spirito della famiglia Ceretto, un’architettura-paesaggio trasparente che si inserisce armoniosamente nell’ambiente circostante. Gli architetti Marina e Luca Deabate hanno progettato quella che è a tutti gli effetti una finestra panoramica sulle distese di vigneti nelle Langhe. Una “capsula” leggera pensata per eventi e degustazioni d’eccellenza.

La tenuta Monsordo Bernardina, Alba
La tenuta Monsordo Bernardina, Alba

Cantina Terre da Vino, Barolo

La cantina Terre da Vino si trova nel comune di Barolo. La costruzione, progettata dall’architetto Gianni Arnaudo nel 2000 – successivamente ampliata nel 2010. L’estetica è profondamente legata all’architettura delle Langhe. Il comparto produttivo è definito dalla curvatura delle coperture che riprendono il movimento collinare circostante. Sono stati ripresi il colore del solfato di rame delle vigne mentre le strutture essenziali di tutto l’organismo, in legno lamellare curvato, ricordano il materiale e l’antica tecnologia utilizzata per costruire le botti. Alla base l’idea dell’architetto di recuperare il genius loci del luogo, identificando e catturando nel progetto il dna delle Langhe rendendo il costruito tutt’uno con il territorio circostante.

Terre da Vino,  Barolo
Terre da Vino, Barolo

Cantina L’Astemia Pentita, Barolo

Spirito più frizzante e pop quello che anima la cantina di design L’Astemia Pentita, con a capo all’imprenditrice Sandra Vezza nel territorio di Barolo. Il progetto architettonico dei due grandi volumi sovrapposti appoggiati sulla collina dei Cannubi che evocano le forme di due casse da vino fuori scala è stato ideato dall’eclettico architetto Gianni Arnaudo.

L'Astemia Pentita Barolo
L’Astemia Pentita Barolo

Il cuore produttivo è completamente interrato e la cantina è circondata solamente da filari di vite, per rispettare l’ambiente e sottolineare la forte appartenenza al paesaggio. Dentro, gli spazi hanno materiali naturali legati alla produzione vitivinicola, come ad esempio la rafia, usata per avvolgere le bottiglie e proteggerle durante il trasporto. La pavimentazione evoca la natura e la tradizione, soffitti con grandi dipinti murali, realizzati da artisti locali, e gli iconici elementi di arredo prodotti da Gufram, come il divano Bocca, il Cactus, e la poltrona Roxanne.

La Cantina Rocca di Frassinello disegnata da Renzo Piano

La cantina Rocca di Frassinello, nel Grossetano, è la sola cantina ad essere intestata a Renzo Piano: un edificio funzionale, che fa perno intorno all’estesa barricaia ipogea a pianta quadrata. Una costruzione destinata a rimanere eterna, un’ode del grande maestro al valore della “leggerezza”. La struttura “essenziale e funzionale” incarna l’architettura di un anfiteatro naturale nel cuore della Maremma Toscana, traendo ispirazione dal concetto italiano di piazza aperta. 

Cantina Rocca Di Frassinello
Cantina Rocca Di Frassinello

Un padiglione in vetro e una cantina illuminata dall’alto dai raggi del sole convogliati da una torre “cattura luce” e riflessi da un sistema di specchi. Il suo rivestimento di terre rossa, rende possibile scorgerla anche a distanza. Qui la vinificazione avviene e per caduta sfruttando la forza di gravità e non le pompe enologiche, il cui uso deteriorerebbe la qualità di un’uva che viene raccolta esclusivamente a mano. 

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La barricaia scavata nella roccia ad una profondità di 50 metri, dove riposano nell’oscurità fino a 2.500 barrique. Risalendo in superficie appare la seconda anima del progetto: un moderno pavillon in vetro con profili in acciaio satinato, dove la fanno da protagoniste degustazioni, eventi, mostre, congressi e attività conviviali. All’esterno, l’immensa terrazza rivestita di cotto è stata battezzata dall’architetto “il sagrato”, uno spazio che induce alla spiritualità si estende su ben 5 mila metri quadri. La cantina Rocca di Frassinello è nata grazie alla partnership tra Castellare di Castellina e Domaines Barons de Rothschild-Château Lafite, sinonimo della più celebre signature di vini di Francia e del mondo. 

Cantina Rocca Di Frassinello Renzo Piano

L’esigenza sentita e condivisa di rispettare il paesaggio e armonizzarsi con esso – se non addirittura valorizzarlo e renderlo attrattivo ai visitatori- nella costruzione di queste opere, ha condotto alla realizzazione di modelli sempre più rigorosi di architettura bioclimatica, sostenibile e ad alta efficienza energetica. Quindi vino, paesaggio/terroir e cantina formano un corpo unico, in cui le membra si articolano e muovono in armonia tra loro. Da non sottovalutare la forza di attrazione che esercitano queste opere nei confronti di appassionati turisti enogastronomici in forte espansione, tanto da risultare in una leva economica trainante per interi territori.

Cantina Antinori a San Casciano progettata da Marco Casamonti (Archea)

Ne è fulgido esempio Cantina Antinori a San Casciano progettata da Marco Casamonti (Archea) con la sua visione ipogea che accoglie la cantina all’interno delle colline che incorniciano il dolce paesaggio toscano. 

Cantina Antinori A San Casciano Progettata Da Marco Casamonti
Cantina Antinori A San Casciano Progettata Da Marco Casamonti

Rimane centrale il rapporto con la committenza, per la quale l’importante investimento di una nuova cantina può spesso rappresentare una grande opportunità di crescita e di posizionamento sul mercato, oltre che di riqualificazione estetica-funzionale.

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Ma soprattutto può identificarsi con la voce stentorea attraverso la quale raccontare la propria storia e trasmettere l’eredità valoriale e culturale di un’azienda come la Fattoria delle Ripalte, disegnata da Tobia Scarpa sull’Isola d’Elba.

Fattoria delle Ripalte, disegnata da Tobia Scarpa sull'Isola d'Elba.
Fattoria delle Ripalte, disegnata da Tobia Scarpa sull’Isola d’Elba.

Petra di Terra Moretti a Suvereto, nei pressi di Livorno

Progettata da Mario Botta come un cilindro in pietra tagliato da una scalinata, la cantina di design Petra di Terra Moretti a Suvereto, nei pressi di Livorno, è scavata nel fronte di una collina maremmana. All’architetto venne chiesto di esprimere in un edificio la passione di Vittorio Moretti. Botta ha osservato la trama geometrica della vigna che contrasta l’andamento ondulato del suolo, immaginando una struttura razionale con un solo fronte, a valle, fuori terra, posto su un pianoro allungato immerso nelle vigne.

Petra di Terra Moretti a Suvereto, nei pressi di Livorno
Petra di Terra Moretti a Suvereto, nei pressi di Livorno

Al centro del lungo fronte si innalza un volume cilindrico rivestito di pietra di Prun che, tra le altre cose, accoglie i serbatoi per la vinificazione. Al piano terra poi scorre una lunga galleria che si arresta davanti a una parete di roccia, nel cuore della collina.

Tenuta Ammiraglia della famiglia Frescobaldi

La Tenuta Ammiraglia della famiglia Frescobaldi è caratterizzata da un design aerodinamico e futuristico, che la connota come una specie di astronave tra le pieghe delle colline grossetane. Il progetto firmato dagli architetti Piero Sartogo e Nathalie Grenon svela allo sguardo una fessura lunga circa 130 metri che taglia il terreno.

Tenuta Ammiraglia della famiglia Frescobaldi
Tenuta Ammiraglia della famiglia Frescobaldi

Ha una particolare copertura a sbalzo e un sistema di attrezzature in acciaio inossidabile e ferro zincato che affacciano direttamente sulla campagna. La cantina utilizza energia da fonti rinnovabili e ha il tetto ricoperto di piante, per favorire l’integrazione nel territorio e creare il microclima ideale nella barricaia sottostante.

Cantina Carapace, opera del maestro Arnaldo Pomodoro

E’ opera del maestro Arnaldo Pomodoro il Carapace, la cantina-scultura che domina con un segno “fulmineo” le colline del Sagrantino a Montefalco, merito della famiglia Lunelli. Il vino è protetto da una cupola ricoperta di rame e incisa da crepe che richiamano i solchi della terra umbra.

Cantina Carapace Pomodoro
Cantina Carapace opera del maestro Pomodoro

Come ha avuto modo di raccontare lo stesso Pomodoro, il paesaggio gli ricordava il Montefeltro dove è nato, così come l’ha dipinto nei suoi quadri Piero della Francesca. La sua idea prende forma dalle linee che evocano la tartaruga, simbolo di stabilità e longevità, che con il suo carapace rappresenta l’unione fra terra e cielo.

Feudi di San Gregorio a Serpico dell’architetto Hikaru Mori

Porta la firma di Hikaru Mori il progetto della nuova cantina dei Feudi di San Gregorio a Serpico (in provincia di Avellino), l’architetto giapponese ha tradotto la filosofia dell’azienda scegliendo linee essenziali e creando spazi di grande impatto sia all’interno sia nei giardini. Una particolare e attenzione è stata dedicata agli arredi interni affidati al pensiero di Massimo e Lella Vignelli, tra i migliori interpreti del design italiano.

Feudi di San Gregorio a Serpico
Feudi di San Gregorio a Serpico

Una delle prime cantine d’autore in Italia (risale al 2001) esposta per ben due volte alla Biennale di Venezia. Gli interni e gli arredi, invece, sono stati curati dalla celebre coppia di industrial designer Massimo e Lella Vignelli. Il loro modus operandi, radicato nella cultura del fare bene, era racchiuso nel côté artigiano dell’Italia della prima metà del novecento.  

Dal 2011 prende vita un ambizioso e lungimirante progetto artistico con lo scopo di creare una collezione in situ permanente, grazie ai progetti realizzati dagli artisti durante dei workshop in cantina. La prima di queste opere è Colature di Vedovamazzei.

Cantina Tramin dell’architetto Werner Tscholl

Cantina Tramin è considerata a pieno titolo la casa del Gewürztraminer, situata a Termeno, in provincia di Bolzano.

Cantina Tramin
Cantina Tramin

Inaugurata nel 2010, la cantina è stata ristrutturata dall’architetto Werner Tscholl, si delinea nello spazio come una grande scultura la cui forma e i cui colori sono un vero e proprio tributo alle viti di Termeno. 

Cantina Graci | ACA Amore Campione Architettura

Di recente costruzione, premiata da Archilovers e designato come miglioro progetto regionale IN/Arch 2023 è la cantina ipogea sull’Etna, a Castiglione di Sicilia, ideata e realizzata da ACA Amore Campione Architettura.

Cantina Graci
Cantina Graci | ACA Amore Campione Architettura

La Cantina si inserisce in un contesto agricolo dai tipici tratti del paesaggio rurale etneo, inserito tra i vigneti a circa 600 metri dal mare. Un paesaggio che emana un fascino antico, con i suoi filari di viti che seguono il disegno e la morfologia del costruito.

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La cantina è un edificio di nuova costruzione, che nasce come ampliamento della cantina storica della famiglia Graci. Il motivo ispiratore del progetto era quello di creare un edificio calato nel terreno, capace di dialogare in maniera strutturale con i vigneti.

I progettisti hanno tracciato una direttrice principale che lega la nuova cantina a quella più antica, senza però creare contrapposizione tra le due; il progetto infatti non prevede che la nuova realtà si scontri con l’esistente, bensì che “scompaia” all’interno del terreno per poi svelare ampi spazi di lavoro interni.

Cantina Graci
Cantina Graci | ACA Amore Campione Architettura

La morfologia del terreno si è naturalmente complice di questo assunto: la spiccata differenza di quota esistente ha, pertanto, agevolato l’inserimento.  L’edificio ipogeo, unico e compatto, prende le forme di un parallelepipedo con la facciata rivolta verso i vigneti. L’unico lato fuori terra si veste di materiale di recupero dello scavo: grossi massi in pietra lavica nera che lasciano spazio agli ingressi. I massi sono stati posizionati secondo una dimensione crescente e coprono parzialmente anche le finestre che portano luce all’interno della cantina.

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I materiali utilizzati all’esterno sono di natura lavica come la finitura della facciata che è in cocciopesto prodotto con l’inerte lavico. La struttura del fabbricato è costituita da un unico materiale, il cemento armato per le pareti (gettato con cassaforme che seguono un preciso progetto che prevede la diminuzione di misura secondo l’altezza), il cemento prefabbricato per il solaio di copertura e quello industriale per le pavimentazioni.

L’idea è che all’interno, la cantina mantenga una rigida simmetria fra la zona controterra e il suo lato opposto separato da una scala e da un canale centrale, così da creare una grande nicchia scavata nella roccia in cui si sono evidenti tutte le stratigrafie del terreno che è fonte di vita per i vigneti circostanti. Quest’ultima è la zona degustazione. Un progetto è sempre un atto di sintesi, in questo caso il risultato è un equilibrio fra un luogo di lavoro e il suo contenitore.

Cantina Graci
Cantina Graci | ACA Amore Campione Architettura

Progettare il vino come “oggetto di culto” richiede, oggi più che mai, di mettere in campo molteplici discipline e competenze, iniziando con la valorizzazione integrale dei luoghi, dalla cultura e alle tradizioni locali, ma soprattutto puntare leva sull’innovazione dei processi produttivi, dello spazio architettonico e della comunicazione del prodotto. Sono queste le sfide che attendono l’Italia in un mercato globale sempre più competitivo e agguerrito, che veda affacciarsi sulla scena protagonisti provenienti da nuove aree del mondo. 


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