La struttura è stata recentemente oggetto di un articolato progetto di rinnovamento firmato dallo studio Spagnulo&Partners, che ha operato con rispetto per l’impianto originario e il paesaggio, intervenendo sulla facciata, gli interni e il giardino.

Ara Maris

La direzione artistica ha tenuto conto di alcuni elementi fondanti: l’ubicazione, la presenza di un ampio giardino interno, l’apertura diretta sul Golfo per la maggior parte delle camere, la panoramicità del rooftop e la centralità del tema della luce e del colore.

La facciata originale degli anni Cinquanta non ha subito modifiche strutturali, ma un intervento di restyling attento e orientato alla sostenibilità. Sul prospetto retrostante sono stati installati pannelli solari, a testimonianza dell’impegno progettuale verso l’efficienza energetica.

Sul fronte principale, invece, pannelli ton-sur-ton dalle forme articolate rompono la simmetria compositiva tipica dell’epoca, introducendo un ritmo visivo che riecheggia il linguaggio geometrico degli anni Cinquanta e Sessanta. I balconi delle camere – perlopiù affacciati sul golfo – alleggeriscono la rigidezza dell’impianto, mentre la vegetazione accuratamente disposta avvia un dialogo visivo con il paesaggio naturale.

Gli esterni incarnano la continuità tra interno ed esterno. Sul retro, un giardino di circa 2.000 mq, dalle linee organiche, ospita una ricca varietà botanica – tra cui agrumi, palme e una magnolia monumentale – selezionata insieme a vivaisti locali.

Materiali naturali come pietra, legno e ceramica si integrano nel disegno paesaggistico. Al centro del giardino si inserisce la piscina ellissoidale lunga oltre 30 metri, circondata da arredi contemporanei e pavimentazioni coordinate.

L’intero progetto si fonda su una lettura contemporanea dell’identità sorrentina. Il colore e i materiali evocano la cultura locale, con chiari rimandi alla tradizione campana. Le ceramiche artigianali, realizzate su base cotto, sono protagoniste negli ambienti notte e bagno, con rivestimenti e “tappeti ceramici” disegnati dallo studio e disponibili su ordinazione, in tonalità che spaziano dal blu al rosso.

I pavimenti alternano legni stonalizzati della tradizione marinara firmati Listone Giordano e pietre neutre, mentre i tessuti grezzi – nei toni del blu, verde e rosso – richiamano antiche tecniche artigianali (Mariantonia Urru). Vasi e oggetti realizzati da artigiani locali, spesso su disegno dello studio, completano l’allestimento. La filiera corta, l’impiego di manodopera locale e l’uso diffuso di materiali sostenibili confermano l’attenzione per l’impatto ambientale.

Il piano terra, ampio e luminoso, ospita la hall, il bar, il ristorante e una sala adiacente, affacciati sul giardino. Spazi che, grazie a pareti attrezzate con sistemi di aggancio non invasivi, sono stati pensati come luoghi espositivi.

In collaborazione con la Galleria Nicola Pedana, l’hotel ospiterà mostre temporanee e opere a rotazione stagionale: una proposta che trasforma Ara Maris in un vero hub culturale, accessibile anche al pubblico esterno. I primi artisti in mostra saranno Luigi Mainolfi e Marco Gastini.

Di particolare rilievo è anche il Rooftop Bar, immerso in una cornice vegetale mediterranea e affacciato sul golfo. Accessibile tramite ascensore dedicato, offre un’esperienza panoramica aperta anche a chi non soggiorna in hotel, proseguendo idealmente il dialogo tra spazi, materiali e paesaggio.

Ogni camera è frutto di un progetto ad hoc, coerente con l’identità estetica della struttura. Le due signature suite al quinto piano, autentici ambienti d’autore, fondono arredi ricercati, materiali pregiati e viste spettacolari, offrendo un’esperienza di soggiorno unica.

Anche la Thala SPA e l’area fitness – attrezzata con macchinari Technogym – portano la firma dello studio, che ha curato ogni aspetto funzionale ed estetico. Lo studio dei flussi e della distribuzione degli spazi ha guidato le scelte progettuali, bilanciando efficienza operativa e impatto formale.
Una sintesi armonica tra bellezza, comfort e funzionalità, nel segno di un’architettura ospitale e consapevole.

Photo credits Barbara Pau


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