Attraverso 23 mostre e lo sguardo di 76 artisti da tutto il mondo protagonista il tema “Come Together”
Ha preso il via la 15a edizione del festival internazionale di fotografia Cortona On The Move, che proseguirà fino al 2 novembre.
Un’edizione che è un traguardo importante per il festival, che fin dalla sua nascita si è distinto per la qualità della proposta culturale e artistica. 23 mostre affidate allo sguardo di 76 artisti internazionali ispirati dal tema Come Together inteso come rotture e riconciliazioni, conflitto e unità. Veronica Nicolardi ha accolto con entusiasmo ed emozione i numerosi partecipanti arrivati al Teatro Signorelli in occasione dell’inaugurazione.
Quest’anno la cerimonia inaugurale è stata anche occasione per annunciare il vincitore della III edizione del Premio Vittoria Castagna, premiato da Veronica Nicolardi e da alcuni membri della giuria di esperti Franco Bernelli, Linda Gobbi, Francesco Morace e Nicola Tiezzi.
Ad aggiudicarsi il premio di 5mila euro indetto dall’Associazione ONTHEMOVE è stata Matilde Perini. Il bando è rivolto ai giovani under 30 che vogliano operare nell’ambito del marketing e della comunicazione per la produzione culturale ed è realizzato in collaborazione con Accademia di Belle Arti di Brescia SantaGiulia, Fondazione Fitzcarraldo, Università Bocconi, Franklin University Switzerland, POLITECNICO DI MILANO School of Management e Future Concept Lab.

Annunciati anche i vincitori del Cortona On The Move | BarTur Grant, il nuovo premio per la fotografia documentaristica supportato dal Visual Storytellers Fund. Il fotografo spagnolo Daniel Ochoa de Olza vince la Main Grant da 30.000 dollari con il progetto The Gap / La Frontera, una penetrante indagine visiva sul muro al confine tra Stati Uniti e Messico, mentre le Emerging Photographer Grants da 5.000 dollari ciascuna sono state assegnate alla fotografa ucraina Anya Tsaruk, che con il progetto I Hope Your Family Is Safe esplora i temi dell’identità, del trauma e della resilienza, e all’iraniano Matin Hashemi che con Generation Z in Iran ritrae i giovani iraniani che affrontano pressioni sociali, vita digitale e resistenza silenziosa.
Le giornate inaugurali hanno avuto tra i protagonisti il Prof. Stefano Mancuso che, nel talk “Doppia esposizione: fotografia e scienza per raccontare il cambiamento climatico” ha dialogato con Antonio Carloni, Vice Direttore Gallerie d’Italia Torino e Tommaso Rosa, Direttore Marketing & Comunicazione di at – autolinee toscane, insieme ai fotografi Cosimo Calabrese, Valeria Cherchi, Eleonora D’Angelo, Edoardo Delille, Alessandro Grassani (Sony Ambassador), Giulia Piermartiri e Roselena Ramistella. Si è dibattuto sulla crisi climatica e sul ruolo e la responsabilità che ha la fotografia in questo scenario. “Per la comunità scientifica, all’unanimità, il riscaldamento globale è il più grave problema che l’umanità abbia mai avuto nel corso della sua storia – ha esordito il Prof. Mancuso. La percezione generale è però che questo non sia un grave problema, ma una seccatura e un problema altrettanto enorme è credere che la scienza non fornisca verità ma opinioni. In questo contesto, credo che la fotografia sia l’unica arte che oggi stia davvero mostrando al mondo quello che sta realmente accadendo”.
Nell’incontro Inferno & Paradiso Alfredo Jaar, in dialogo con Nathalie Herschdorfer, curatrice e Direttrice Photo Elysée, Museum for Photography di Losanna, Paolo Woods e le fotografe Darcy Padilla, Anastasia Taylor-Lind, ha sottolineato come “per ogni esposizione, guardo al contesto e cerco di rispondere ad esso attraverso l’arte. Ma cos’è l’arte? La mia definizione preferita è di uno scrittore nigeriano di nome Chinua Achebe che ha scritto che l’arte è il nostro tentativo di cambiare l’ordine della realtà che ci è stata dato. L’esposizione Inferno & Paradiso è un tentativo di rispondere a queste due domande: capire il mondo e cercare di cambiare l’ordine della realtà. E credo profondamente che questo sia ciò che la maggior parte dei fotogiornalisti che lavorano oggi possono fare attraverso le loro immagini, cambiare il mondo attraverso le loro immagini. Il problema è che queste immagini raggiungono noi ma non i nostri politici e in questo senso la politica ci ha miseramente deluso”.
I vincitori sono stati selezionati da una giuria internazionale d’eccellenza composta da rappresentanti di primo piano nel mondo dell’editoria, della curatela e del fotogiornalismo.
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Per tutta la giornata è stato possibile visitare le mostre, farsi scattare una foto al Photo Booth di Palazzo Baldelli (1° piano) grazie ad at – autolinee toscane, Sony e CEWE e prendere parte ai book signings alle logge del Teatro Signorelli.
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