“Dove tutto è privato, e i soldi sono la misura di tutte le cose, è quasi impossibile che lo Stato sia governato con giustizia o che prosperi” (Thomas More, Utopia).

La città del Sole può essere riletta oggi come bussola etica contemporanea o rimane semplicemente un’architettura dell’utopia? Forse, in un’epoca spesso percepita come frammentata da individualismi esasperati e crisi di senso, l’utopia cessa di essere un mero esercizio letterario per trasformarsi in una necessità filosofica. Il capolavoro di Tommaso Campanella scritto nel 1602 durante la sua lunga prigionia (ben 27 anni, accusato di congiura politico-religiosa per liberare la Calabria dal dominio spagnolo), non è solo il sogno di un frate domenicano ribelle, ma un progetto di rigenerazione umana (e anche urbana).

Composta in un’Italia dominata dalla Controriforma, l’opera si imposta su un dialogo tra un Ospitalario, dell’Ordine dei Cavalieri di Malta, e un marinaio Genovese sul tema di una società perfetta situata sull’isola di Taprobana. Ma al di là del rigido schema teocratico, il testo argomenta valori che oggi potremmo definire di etica della responsabilità collettiva.

Il primo pilastro etico che La città del Sole offre alla nostra modernità è la democratizzazione della conoscenza. Nelle mura della città, tutta la scienza è dipinta affinché ogni cittadino possa imparare camminando: “Le mura sono tutte dipinte di tutte le scienze, con bell’ordine e con figure”. L’idea che la cultura debba essere parte integrante dell’arredo urbano e della vita quotidiana è rivoluzionaria: il valore etico risiede nel superamento del sapere come strumento di potere escludente.

È noto che il punto più discusso dell’opera è l’abolizione della proprietà privata. Campanella sostiene che l’amore per il “proprio” nasce dal desiderio di lasciare un’eredità alla prole, creando così egoismo sociale: “Dicono che tutta la proprietà nasce da far casa appartata, e figli e moglie propria, onde nasce l’amor proprio”. Questo non va inteso come un invito al collettivismo forzato, ma come una provocazione sulla natura del possesso. La società contemporanea potrebbe trarre ispirazione dalla capacità dei Solari (gli abitanti della città del Sole) di percepire la cura del bene pubblico come estensione della propria identità. Quando il benessere dell’altro diventa precondizione del proprio, si dissolve la solitudine esistenziale che affligge le metropoli.

tommaso campanella cittaà del sole

Del tutto attuale è la gestione del tempo: lavorando tutti, nessuno è costretto a faticare per più di quattro ore al giorno e il resto del tempo è dedicato “all’imparare giocando, al disputare, alla lettura, al camminare e a l’esercitare le menti e i corpi”. Questo approccio ribalta il paradigma produttivistico moderno. Il valore sotteso è la protezione della “vita contemplativa” e creativa: il lavoro è necessario per la dignità, ma non deve mai diventare l’unico scopo dell’esistenza. Una società è civile solo se permette ai suoi membri di coltivare il proprio spirito oltre le necessità biologiche.

La guida della città è affidata a un filosofo-scienziato che deve conoscere la connessione tra tutte le cose. È una visione olistica del mondo: “Tutte le cose son connesse tra loro, e non v’è cosa alcuna che non partecipi dell’essere”. Oggi nell’evidenza della crisi climatica, riscoprire questa interconnessione significa passare da un’etica del dominio sulla natura a un’etica della custodia.

Campanella ci sfida a immaginare una società dove il merito è legato alla sapienza e alla generosità, dove il tempo è un dono e non una merce, e dove la bellezza, intesa come armonia tra pensiero e azione, è il fondamento della politica, ricordandoci che la libertà non è assenza di regole, ma la partecipazione consapevole a un ordine che eleva l’essere umano verso la sua migliore possibilità.

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Ci sono arcini, rizzi, spondoli e tutto quanto è degno di sapere. Da Tommaso Campanella La città del Sole Isbn 9788806269470 e Isbn 9791282439305 via @danilopremoli #OneListoneGiordano https://one.listonegiordano.com/author/danilopremoli/

Tommaso Campanella
La città del Sole

Einaudi, 2025
Isbn 9788806269470

Isolario, 2026
Isbn 9791282439305

Recensione di Danilo Premoli – Office Observer

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