Questa penthouse affacciata su CityLife, nel cuore della nuova Milano verticale, interpreta con rigore e sensibilità la relazione tra interior design e paesaggio metropolitano. Il progetto, firmato dall’architetto Marco Vistarini, nasce “ispirato dal luogo”, dalla natura iconica del contesto e dalla sua forte identità architettonica. La preesistenza, un edificio contemporaneo dalla geometria pulita e riconoscibile, diventa così matrice progettuale e cornice concettuale dell’intero intervento.
Gli interni assumono un linguaggio caldo e avvolgente, definito da una palette materica di legni naturali e tinte morbide. Vistarini racconta di aver lavorato sulle “gradazioni più vicine al sentire del colore” della committenza, modellando un ambiente capace di restituire comfort e riconoscibilità estetica.
Elemento distintivo del progetto cromatico è il “9012, il mio colore per eccellenza”, una tonalità sviluppata dall’architetto attraverso una miscela di ossidi. Il parquet in rovere tortora Listone Giordano, posato in spina mista nella zona notte e a correre negli altri ambienti, introduce una continuità materica uniforme, morbida, e coerente con la scelta dei toni caldi che caratterizzano l’intera abitazione.

La zona giorno è concepita come un grande dispositivo sociale, dove arredi e geometrie favoriscono la relazione e l’utilizzo quotidiano. I divani vis-à-vis articolano un ambiente fluido, pensato per la convivialità e per la lettura simultanea dello spazio interno ed esterno.

La presenza di elementi iconici, selezionati con attenzione, struttura visivamente il living senza sovraccaricarlo. Tra questi spicca uno specchio custom-made che integra una TV a led completamente occultabile quando non in funzione: un oggetto ibrido che unisce estetica e tecnologia, coerente con il linguaggio essenziale dell’intervento.
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La cucina e la sala da pranzo sono progettate come due poli comunicanti di un unico ecosistema domestico. Il tavolo circolare da dodici posti elimina qualsiasi gerarchia e costruisce una situazione di convivialità, in cui l’atto del cucinare e quello dello stare a tavola non sono mai disgiunti.

La permeabilità tra gli ambienti garantisce continuità visiva e uniformità cromatica, seguendo la logica del progetto: un interior organico, coerente e leggibile in ciascuno dei suoi spazi.

Tutti gli arredi fissi e i contenitori sono stati realizzati su disegno, affidati a un’azienda artigiana. L’architetto descrive questo approccio come una vera lavorazione sartoriale, dove ogni pezzo nasce da un processo misurato, calibrato e costruito su misura. Le vernici sono tutte all’acqua e atossiche, gli impianti elettrici completamente schermati: scelte che garantiscono qualità estetica, salubrità e performance.

La zona notte principale è concepita come uno spazio intimo e altamente personalizzato. Le armadiature sono integrate dietro boiserie prive di maniglie, ottenendo un effetto di continuità visiva e di totale pulizia formale. Il percorso conduce a un bagno padronale progettato su misura e caratterizzato da scelte materiche e cromatiche coerenti con l’identità dell’intero progetto.

Il livello superiore della penthouse rappresenta uno dei nuclei più significativi dell’intervento. Qui si sviluppano uno spazio lounge, una sala TV e una cucina a scomparsa, definiti con lo stesso rigore materico del piano inferiore.

Il grande terrazzo perimetrale si apre su una vista “da togliere il fiato” verso CityLife: un panorama privilegiato che diventa parte integrante dell’esperienza abitativa. L’ampiezza del lastrico solare, di proprietà esclusiva, consente una percezione continua dell’orizzonte urbano e prepara al futuro inserimento di un progetto del verde calibrato sulle stagioni.
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