foresta sostenibile

Sostenibile ed Ecologico pare si stiano avviando alla fase della maturità. Divenuto ormai patrimonio acquisito e diffuso, il rispetto per la natura mostra di non bastare più a se stesso e si apre finalmente all’interpretazione progettuale da parte dell’uomo.

Il fenomeno, che risponde a un’evoluzione fisiologica di cui si conoscono già emblematici precedenti, merita, a mio giudizio, tutto l’incoraggiamento del caso. Come dimenticare, del resto, che tra i lasciti delle fasi “adolescenziali” tipiche dell’introduzione di nuovi culti figurano anche i riti sacrificali celebrati, nel corso degli ultimi decenni, sugli altari della funzionalità, prima, e tecnologia, poi?

Restano ancora impressi nella memoria di tutti, quando non permanentemente infissi negli edifici, gli effetti dell’irrefrenabile entusiasmo della prima ora per la praticità della formica o le avveniristiche prestazioni dell’alluminio anodizzato. Esaurita l’iniziale forza propulsiva della sola spontaneità, sono fortunatamente intervenuti in affiancamento, elaborazione progettuale, pensiero e ricerca estetica; e proprio questo fatto ha segnato l’avvio di una floridissima fase di maturità che ha condotto gli stessi temi a ben altri approdi.

Dall’affermazione del “Bello, in quanto sostenibile” al “Sostenibile, ma bello” il passaggio è breve sul piano lessicale, ma tutt’altro che irrilevante ai fini delle conseguenze pratiche. In mezzo trova ancora una volta spazio, e quanto mai auspicabile ruolo, il design. Come d’altra parte testimonia efficacemente un’esperienza da me personalmente vissuta con un materiale tanto caro e familiare, qual è il legno. Qui sostenibilità e bellezza parrebbero fondersi insieme, per dono di natura.

È innegabile infatti che si tratti di un materiale ecocompatibile come pochi altri, dal momento che si alimenta della sola energia del sole e del nutrimento delle piogge. Una risorsa inesauribile, quella prodotta da foreste ben gestite, che contribuisce a produrre ossigeno e, contemporaneamente, ad assorbire e trattenere anidride carbonica a tutto beneficio dell’uomo e dell’ambiente. Ma è anche altrettanto evidente il suo valore estetico, essendo un materiale la cui venatura è tracciata con mirabile maestria dalla paziente azione del tempo.

Potrebbe sembrare dunque che null’altro sia necessario al legno per risolvere in perfetta autonomia l’equazione “Sostenibile, ma bello”. E questa era anche la mia convinzione. Almeno fino a quando la sperimentazione sul campo, condotta attraverso il progetto Natural Genius ha fatto mutare la mia opinione.

Non sullo stretto rapporto tra  natura e bellezza, che è indiscutibile, seppur controverso. Bensì sull’ampiezza dello spazio esistente tra natura e genialità. Un terreno straordinariamente vasto, affascinante, e ancora in gran parte da esplorare.

Liberamente tratto da testo dell’autore pubblicato in: “Sostenibile, ma Bello.” Progetti di Iosa Ghini Associati”Editrice Compositori, 2009


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