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“Una tenue tonalità pesca, compassionevole e nutriente, che trasmette una sincera gentilezza” così viene definito il Pantone 2024, Peach Fuzz

Se il colore può essere associato al mondo dell’arte, nella sua molteplicità di forme e discipline, il valore riconosciuto al colore va oggi ben al di là di meri canoni estetici e alle sensazioni che è capace di suscitare titillando i nostri sensi.  “Il colore mi possiedeil colore ed io siamo una sola cosa. Sono un pittore“, scriveva Paul Klee, nel suo diario di viaggio in Tunisia datato 1914.

Nell’arte come nel design e nella moda, si celebra in questi giorni il colore Pantone del prossimo anno. Una joie di vivre che abbraccia diversi comparti dell’esistenza umana, è un inno alla vita che rifiuta la regia in bianco e nero.

La dimensione empirica del colore rimanda a un lavoro di dettagliata analisi scientifica e di un’approfondita ricerca sulla natura della luce, da cui deriva la possibilità di apprezzare e giocare con sfumature e nuances. L’approccio scientifico ha trovato approdo su modelli matematici, nella visione di Newton, poi ripresa dagli studi sul colore dell’età moderna; soggettivo, basato sulla percezione umana secondo Goethe.  

In architettura potremmo evocare il colore come “arredo umano” – come suggerisce l’architetta Daniela de Biase, che ne ha fatto uno dei paradigmi della sua progettazione d’interni all’interno della quale il colore deve far rima con benessere, se è quello giusto: “il Colore è Energia, la parte visibile delle radiazioni elettromagnetiche. È una sensazione del cervello causata dall’interazione della luce con la materia che, illuminata, riemette la luce in qualità e quantità differenti, provocando sensazioni diverse a cui attribuiamo i nomi dei colori. Luce e colore sono interdipendenti: sono efficaci strumenti di progettazione e fattori decisivi dell’ergonomia visiva, capaci di produrre benefici effetti sull’individuo.

I colori, infiammati dalla luce, si ergono all’altezza del Dio Sole per le sensazioni di vitalità e gioia che riescono a trasmettere. Di converso, sono le tenebre e il buio ad albergare sentimenti di depressione e solitudine.

Senza ombra di dubbio, il colore Pantone di quest’anno porta con sé tutta la vellutata freschezza della primavera inoltrata, dissolvendo ogni ombra scura o nube minacciosa all’orizzonte. 

In concomitanza con la prima milanese alla Scala, si celebra il rituale appuntamento con i cultori del design e per i color addicted: il Pantone Institute, massima autorità cromatica al mondo, annuncia la tonalità regina che dominerà i più disparati settori creativi (sempre più dal forte impatto digitale) dall’arredo all’interior design, dalle discipline grafiche alle tendenze beauty.

Peach Fuzz celebra le nozze d’argento con Pantone Color of the Year, giusto in tempo per sottolineare il bisogno di lasciarsi alle spalle tempi cupi a favore di una ritrovata armonia e delicatezza (nei gesti e nelle parole, non solo nell’estetica). Si tratta di una sfumatura cromatica tenue ma avvolgente, dai toni della luce solare del tardo pomeriggio, di un frutteto in un pomeriggio estivo, uno sguardo dal quale si genera senso di intimità e protezione.  

Un colore ideale per la copertina di un libro quale “Elogio della gentilezza”, alla riscoperta di un valore sull’orlo dell’estinzione: sommesso e discreto, declinabile in varie maniere: la gentilezza, quella capacità di ascoltare e accogliere le fragilità altrui, che è anche generosità, altruismo, solidarietà e, perché no, amorevolezza.

Peach Fuzz è un gusto variegato tra il color pesca e l’arancio, con tracce di quel tipico color salmone che tanto sa rallegrare tutte le tavole. Capace di ispirare senso di appartenenza e di equilibrio, ed è per noi un’opportunità di nutrimento: “rimanda ad atmosfere di calma, ci offre uno spazio per essere, sentire, guarire e prosperare, sia che si trascorra del tempo con gli altri, sia che ci si goda un momento di solitudine” ha spiegato Leatrice Eiseman, direttrice del Pantone Color Institute. «Nel conforto di Peach Fuzz possiamo trovare un po’ di pace interiore e generare un impatto positivo sul nostro benessere. Risvegliamo i nostri sensi grazie a un colore tattile, caldo come un bozzolo».

Peach fuzz nel mondo dell’interior si abbina bene con la pavimentazione in legno dai toni più accesi

Saper giocare e miscelare i colori ad arte è sicuramente uno dei talenti più richiesti ai progettisti d’interni, integrare una morbida tonalità come Peach Fuzz nella decorazione d’interni è foriero di spazi naturali e avvolgenti. Nella sua declinazione a parete o soffitto innalza le sensazioni di comfort, ma il suo utilizzo può essere amplificato su tessuti, carte da parati, finiture e accessori o come accento all’interno di griglie cromatiche più flessibili.

Si presta alla personalizzazione e agli abbinamenti delicati: Peach Fuzz insieme alla palette dei neutri è l’ideale per conferire un tono rilassante alla zona notte specie se accostato ad arredi dalle linee semplici in legno, declinato su lenzuola di lino, ancora meglio insieme a una testiera in paglia di Vienna.

Una formula sempre vincente è l’applicazione della scala cromatica tone sur tone dei rosa o, per chi desidera osare e non teme i giochi di contrasto, può dilettarsi ad avvicinarlo a colori dal carattere più sobrio e tonalità fredde quali l’azzurro polvere, il verde nelle sue sfumature più tenui come la mela, per comporre una palette armonica e ben bilanciata per spazi dell’abitare dalla sapore contemporaneo. Inoltre, Peach Fuzz è una nuance in grado di risolvere i problemi legati all’esposizione e alla scarsa luminosità e a dare nuova vita alle sfumature più spente.

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Gli abbinamenti con questo colore possono guardare con interesse alla dimensione sia orizzontale che verticale, rivestire in legno. Il matrimonio cromatico perfetto con la collezione Heritage in rovere francese si traduce in un impegno a favore delle foreste gestire in maniera ecosostenibile.

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La linea “Heritage” nello specifico rappresenta una rivoluzione estetica e tecnologica, integrata all’interno del suo processo produttivo , consistente in trattamenti termici capaci di ottenere, senza uso di coloranti o sostanze chimiche, una varietà infinita di cromie partendo proprio dal legno principe dei legni Europei quale il Rovere.


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