Nella filosofia di Listone Giordano il nodo assume nuovo significato, non più scarto o difetto, ma elemento di pregio e di valore perché frutto della natura.

Il nodo, per una pianta, è la traccia del germoglio, il certificato di nascita di una nuova vita. Assomiglia in tutto al nostro ombelico. Il nodo è dunque segno di origine e unione. Accade ancora oggi che il nodo sia visto come un inciampo alla perfezione nel parquet, quasi un difetto da nascondere.

La filosofia di Listone Giordano ha invece da sempre concepito ogni atto spontaneo che la natura produce, in sé per sé perfetto.

Meravigliose dunque le venature rigate nel loro portamento elegante, meravigliosi i nodi nella loro scapigliata unicità. Nodo è elemento grafico, secondo l’Architetto Marco Carini, che mette in evidenza la giunzione fra due tavole, sagomate, per accoglierlo.

È un disco in legno di testa disegnato da tanti cerchi concentrici, che ricorda il cavicchio, ovvero la magistrale unione di vecchie travi ottenuta a secco grazie alla genialità dei maestri d’ascia. Oppure un elemento che si veste di modernità, ricordando le proprie radici.

In ogni caso è un gesto semplice, poetico. Capace di far comprendere a tutti che anche il più piccolo elemento che la natura ci regala è una risorsa. E non va sprecata.