Le Piante Uomo E Natura

Autore Antonio Brunori, dottore forestale, segretario generale PEFC Italia

Le piante, cioè l’espressione vivente più raffinata e di successo presente in Natura, rappresentano l’82% della biomassa vivente esistente sulla Terra. Nessuna sorpresa, visto che è l’unico Regno autotrofo, cioé in grado di autoprodursi l’alimentazione; e lo fa attraverso un processo chimico chiamato fotosintesi, vero miracolo alchemico dove il nostro rifiuto nell’aria (l’anidride carbonica) diventa zucchero e il loro rifiuto (l’ossigeno) diventa vita per tutte le altre forme viventi. E riesce a colonizzare qualsiasi parte del Pianeta, utilizzando gli elementi naturali a proprio favore e creando rapporti di “mutuo appoggio” con altri esseri viventi come strumento di convivenza e di stabilità, trasformando la roccia in suolo e l’anidride carbonica in ossigeno.

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Così, nei milioni d’anni, la vegetazione è diventata la più grande, la più estesa, la più saggia, la più democratica forma vivente sotto questa sottile striscia di gas chiamata atmosfera. Alcune piante, le più antiche come le igrofile felci, consegnano le proprie spore all’acque e all’umidità, superando meteoriti e ripetute estinzioni di massa; altre anemofile hanno deciso di vivere una vita breve ma intensa, come il grano e l’avena, affidando al vento il proprio polline e scommettere tutto nel giro di una stagione; altre, più sagge e resilienti, arrivano a vivere oltre 9.500 anni come gli abeti rossi, e affrontano i ghiacci e i venti gelidi.

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Le più strateghe e vezzosamente attraenti zoofile attraggono i propri pronubi con fiori colorati e
profumati per farli diventare inconsapevoli vettori del polline, elemento maschile in cerca dell’opposto
ricevente pistillo femminile; e pini, ciliegi, meli e altre zoocore affidano i propri semi ad uccelli, e serpenti, e mammiferi ed insetti per portar la loro vita lontana dalla madre.

Le Piante Uomo E Natura

E se le condizioni di fertilità sono difficili, le simbiontiche leguminose come l’erba medica stringono alleanze con i piccoli batteri azotofissatori con scambio equo di zucchero e protezione tra le proprie radici. Eppure la specie Homo sapiens, che sul Pianeta rappresenta solo lo 0,01% della biomassa con i suoi 8 miliardi di individui, si considera al centro del tutto e accecato dalla propria autoproclamata sapienza non vede che l’essenziale è intorno a sé, non dentro di sé.

Fortuna l’arte che fa aprire gli occhi dell’Uomo sulla Natura, sui semi, sul suolo, sui colori e sulle sfumature della vita delle piante, riportando la propria visione antropocentrica ed EGO-logica ad una più equilibrata e necessaria visione ECO-logica del mondo che, in fondo, è l’essenziale che ci èinvisibile agli occhi.


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