Asdrubal Franco, Andres Azpurua (Domoarchitecture+Onsite)

Voluta come investimento per finanziare le spese del MoMA, la torre si eleva per 52 piani, sei dei quali dedicati al museo, e ospita in totale 240 appartamenti.

Era il 1929 quando alcuni tra i più importanti e progressisti patroni delle arti – Lillie P. Bliss, Cornelius J. Sullivan e John D. Rockefeller Jr. – decisero di creare un’istituzione per ospitare “il più grande museo di arte moderna del mondo”. E così dieci anni dopo, nel 1939, inaugurava il Museum of Modern Art di New York, MoMA, a Midtown Manhattan, che da allora ospita una tra le collezioni più ricche e complete al mondo di arte moderna.

Photo Stefano Pasqualetti

Durante gli anni ‘50 e ‘60 il Museo crebbe e si espanse per ospitare la crescente collezione. Del progetto si occupò uno dei maestri dell’International Style, Philip Johnson, che con l’occasione dotò il museo anche del famoso giardino di sculture The Abby Aldrich Rockefeller Garden. Nel 1984 per celebrare i 50 anni di vita dell’istituzione, seguirono gli ultimi lavori di ampliamento che portarono a raddoppiare gli spazi espositivi e a realizzare un auditorium, due ristoranti, una libreria a la Museum Tower.

Photo Stefano Pasqualetti

Voluta come investimento per finanziare le spese del museo, la torre progettata da Pelli Clarke Pelli Architects si eleva per 52 piani, sei dei quali dedicati al museo, e ospita in totale 240 appartamenti. Con una struttura in calcestruzzo armato e un curtain wall con vetrate multicolore e fascia spandrel in undici tonalità, le residenze offrono vedute incontrastate sulla città grazie alle finestre a tutta altezza, alcune delle quali anche ad angolo. Gli appartamenti, di dimensioni contenute ma con la possibilità di essere uniti per ottenere spazi di grande respiro e vivibilità, sono caratterizzati da eleganza e comfort e offrono soluzioni abitative estremamente di lusso.

Asdrubal Franco e Andres Azpurua si sono occupati del design dell’interno di uno di essi, puntando sull’omogeneità cromatica data dal bianco, che si trova su soffitti, pareti e arredi. Le viste sulla città, sulle sue strade, sui suoi grattacieli vengono messe in risalto dalla neutralità degli interni e incorniciate come fotografie dalle vetrate a tutta altezza. Colore dominante gli interni è il bianco degli arredi, dei soffitti e delle pareti, all’interno delle quali le finestre sono incorniciate come grandi quadri panoramici.

Photo Stefano Pasqualetti

L’omogeneità cromatica crea un effetto di fluidità spaziale ribadito dalla pavimentazione che corre per tutto l’appartamento. I progettisti hanno scelto una superficie lignea SLIDE, disegnata da Daniele Lago per Listone Giordano, la cui originale composizione geometrica si ispira alle proporzioni del numero aureo.

Photo Stefano Pasqualetti

I moduli trapezoidali sono virtualmente componibili secondo infiniti modelli di posa e offrono nell’insieme una sensazione di casualità nel disegno del pavimento, arricchendone l’impatto visivo e formale e sovvertendo l’immagine classica della pavimentazione in parquet.

Photo Stefano Pasqualetti

Le tonalità calde scelte per questo progetto contrastano con il bianco prevalente, mentre il disegno geometrico della pavimentazione crea un effetto dinamico di linee, angoli e sfumature cromatiche che valorizza ulteriormente l’appartamento e l’architettura di Cesar Pelli.

Photo @Stefano Pasqualetti


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