Cosa significa gestione forestale sostenibile? Proviamo a dare una risposta.
I boschi che tutti noi conosciamo, così come sono oggi, sono sempre stati così? Una domanda la cui risposta può sembrare apparentemente semplice, perché la maggior parte delle persone sarebbe orientata a dire che “una volta” i boschi erano più belli, più resilienti, ecc. Sì, quando sulla Terra non eravamo 8 miliardi di persone.
Oggi un fattore indispensabile da considerare è che l’Uomo è parte integrante dell’ecosistema Terra ed è indispensabile che sia consapevole che ci sia un uso razionale e rispettoso delle risorse naturali, a partire da quelle forestali. Quindi, a fronte di un uso irrazionale e distruttivo delle foreste in molte parti del Sud del mondo, in Europa e in particolare in Italia è nato un nuovo modo di fare economia e di vivere i nostri boschi. Quello che vediamo oggi è il risultato di un grande lavoro di studio e conoscenza, gestione, pianificazione e lungimiranza: in poche parole Gestione Forestale Sostenibile.
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Ma cosa significa “Gestione Forestale Sostenibile”?
Dietro questi tre termini, poco conosciuti ai non addetti ai lavori, ci sono i proprietari dei boschi, i boscaioli, i tecnici, gli studiosi, gli artigiani, le politiche comunitarie, ma soprattutto le storie di chi nel bosco ci vive, ci lavora, ci pratica sport o semplicemente il tempo libero. Analizziamo insieme queste parole. Gestione. Il bosco italiano attuale (circa 11 milioni di ettari, il 37% di tutto il suolo nazionale), dopo secoli di utilizzo intenso ma ora in diminuzione, ha bisogno di gestione, che è necessaria per rispondere alle esigenze di riequilibrio dell’ecosistema e delle sue diverse funzioni.
Infatti, difficilmente in Italia e in Europa ci si può guardare attorno e individuare un lembo di territorio o di foresta che non sia stato gestito e fortemente modificato e condizionato dall’uomo e dalle sue attività. A questo fine qualcuno dedica i suoi studi alla comprensione dell’ecosistema bosco, per comprenderne le esigenze sempre diverse e in continua evoluzione.
Da qui nasce la figura del Dottore Forestale; questa figura tecnica ha il compito di studiare l’ecosistema bosco, di capire le sue esigenze, di confrontarle con le normative comunitarie e regionali per pianificare la sua gestione in modo da mantenere la copertura arborea e far spazio alla luce necessaria alle piccole piante per crescere, ma anche coniugare la rinnovazione naturale del bosco ed il prelievo di legno, materia prima rinnovabile e a basso impatto per costruire beni durevoli e ridurre l’utilizzo di materiali provenienti da fonti fossili.

Gestione Forestale
La gestione è mirata alla foresta, ma non si esaurisce ai numerosi prodotti rinnovabili che fornisce come il legno e altri prodotti selvatici (funghi, tartufi, miele, frutti eduli, sughero, ecc.). La foresta ci garantisce numerosi Servizi Ecosistemici di cui spesso neanche ci rendiamo conto, come la regimazione delle acque meteoriche e quindi la protezione idro-geologica, l’essere filtro naturale di acque che divengono potabili, l’assorbimento di anidride carbonica e quindi protezione del clima, il riparo per specie di flora e fauna che vivono in stretta connessione con alcuni specifici ambienti forestali, e ci permette di respirare aria pulita. Più in generale, quindi, secondo la definizione del “Millennium Ecosystem Assessment” del 2005, i Servizi Ecosistemici (SE) sono i “molteplici benefici forniti dagli ecosistemi al genere umano”, il cui mantenimento e la cui salvaguardia sono requisiti fondamentali per uno sviluppo che possa definirsi sostenibile.
Gestione Forestale Sostenibile
La gestione deve essere Sostenibile. L’uomo da sempre si è servito del bosco, di tutti i prodotti e servizi da esso erogati e, per garantire la perpetuità di essi, ha sviluppato un concetto di pianificazione per rendere durevoli la produzione e la permanenza del bosco, organizzando tutte le attività in modo da soddisfare i bisogni attuali senza compromettere la possibilità delle generazioni future di realizzare i propri. Le foreste gestite in modo attivo e sostenibile e certificate PEFC (930.000 ettari in Italia a metà 2023), ad esempio, seguono criteri e indicatori internazionali e sono regolarmente monitorate da ispettori di terza parte indipendenti.

Questo garantisce che le attività di gestione forestale mantengano le foreste sane e non portino al degrado forestale, così da poter fornire in modo costante e prolungato SE per tutta la comunità. La gestione forestale attiva (quindi sostenibile, secondo il Testo unico in materia di foreste e filiere forestali – Dlg 34/2018) è in grado di dare un contributo importante per lo sviluppo dei territori montani, delle aree interne e delle Comunità utilizzando i prodotti forniti dal bosco e al contempo mantenendo alti i valori paesaggistici e i servizi ambientali.
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Alcuni esempi sono le ormai celebri foreste di Paneveggio, Val di Fiemme, Latemar, Val Visdende, Carnia, Tarvisio, che sono state gestite in modo sostenibile e intelligente nel corso dei secoli. PEFC Italia dal 2001 promuove la gestione sostenibile delle foreste, tramite la stesura di Standard di gestione che possono essere attuati da proprietari e gestori forestali, dando vita alla filiera bosco-legno attraverso la certificazione della catena di custodia, rendendo riconoscibili, con il suo marchio, i prodotti che derivano da foreste in cui gli standard di gestione sono rispettati.
In questa maniera, chiunque (imprenditore, architetto, designer, o semplice consumatore) voglia comunicare la propria adesione ai principi della sostenibilità e del corretto approvvigionamento del legname, sa come essere coerente e cosa scegliere. PEFC ha anche sviluppato uno standard per la quantificazione e la valorizzazione dei servizi ecosistemici delle foreste gestite in maniera sostenibile.
Questi servizi (per es. tutela della biodiversità, assorbimento del carbonio, funzione turistico ricreativa) possono essere stimati, valutati e contabilizzati e, sempre più frequentemente negli ultimi anni, questo viene fatto nell’ambito di accordi tra privati per il Pagamento per i Servizi Ecosistemici (PES). In base a questo tipo di accordo volontario, un proprietario o gestore di una risorsa naturale si impegna a svolgere attività per il miglioramento dei Servizi Ecosistemici, a fronte di un compenso economico riconosciuto da un privato che vuole comunicare il proprio coinvolgimento positivo nei confronti dell’ambiente. Un esempio concreto di supporto che la società civile e imprenditoriale può offrire a chi gestisce in maniera corretta e responsabile il nostro patrimonio naturale.
Autore Antonio Brunori, Segretario Generale PEFC Italia
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