ArchitetturaAlpinA diventa cinema: il primo film dedicato all’architettura
contemporanea nelle Alpi italiane.
C’è un tempo che non si misura in metri quadrati né in cronoprogrammi, ma nella durata lenta dei luoghi, nella sedimentazione delle forme, nella relazione profonda tra chi abita e ciò che viene costruito. Il tempo della montagna è il tempo che il cinema di ArchitetturaAlpinA sceglie di attraversare, restituendo allo sguardo contemporaneo l’architettura delle Alpi italiane come pratica culturale, civile e paesaggistica.
Con “Il tempo della montagna, ArchitetturAlpinA in dieci storie“, l’architettura diventa racconto cinematografico. Non come esercizio celebrativo, ma come strumento critico capace di leggere il territorio alpino dall’interno, cogliendone le fragilità, le energie e le possibilità di futuro.
Il film – diretto da Francesca Molteni e Davide Fois, prodotto da Muse Factory of Projects su idea dell’associazione Architetti Arco Alpino – è il primo progetto cinematografico interamente dedicato all’architettura contemporanea nelle Alpi italiane. Un viaggio che attraversa dieci luoghi emblematici, dieci interventi capaci di misurarsi con la complessità dell’abitare in quota, restituendo all’architettura il suo ruolo di infrastruttura culturale prima ancora che tecnica.
La montagna, qui, non è sfondo né icona. È materia viva, spazio costruito e vissuto, luogo di lavoro, di educazione, di comunità. Le storie raccontate emergono dalle voci di chi vive quei luoghi: un coro discreto che restituisce l’idea di un progetto condiviso, dove l’atto del costruire diventa cura del territorio e responsabilità collettiva.
LEGGI ANCHE:
Dalle scuole che reinterpretano l’idea di spazio educativo alle infrastrutture d’alta quota, dalle cave trasformate in luoghi di cultura ai borghi recuperati come organismi abitabili, i progetti selezionati mostrano come la qualità architettonica possa generare valore sociale, ambientale ed economico. Non gesti isolati, ma interventi radicati nei contesti, capaci di dialogare con il paesaggio alpino senza ridurlo a scenografia.
La prima assoluta italiana, in programma a Milano il 5 marzo 2026, assume un significato simbolico preciso. Collocata tra la conclusione dei Giochi Olimpici e l’avvio dei Giochi Paralimpici invernali, la proiezione apre uno spazio di riflessione necessario: cosa significa oggi abitare le terre alte? Quale ruolo può giocare l’architettura nel futuro delle Alpi e, più in generale, del Paese?

Il trailer diffuso in anteprima – una prima finestra sul racconto in costruzione – suggerisce già il tono del film: uno sguardo attento, mai enfatico, che lascia parlare i luoghi e le architetture, rispettandone i tempi e le stratificazioni.
Promosso dall’associazione Architetti Arco Alpino, che riunisce dieci Ordini degli Architetti delle province montane del Nord Italia, Il tempo della montagna è prima di tutto un progetto culturale condiviso. Un’azione collettiva che rivendica la centralità della cultura del progetto come strumento di sviluppo e come forma di pensiero capace di interpretare le trasformazioni contemporanee.
Dopo la première milanese, il film continuerà il suo percorso in festival, rassegne, conferenze e iniziative culturali, portando con sé un messaggio chiaro: la montagna non è un margine, ma un laboratorio avanzato dove architettura, paesaggio e comunità possono immaginare nuovi equilibri.
Seguici sui nostri canali per restare sempre aggiornato:



