Pagina 111, Charlotte Van der Broeck: Salti mortali

“I filosofi rinascimentali scoprirono in alcuni artisti del loro tempo le caratteristiche del temperamento saturnino: erano egocentrici, lunatici, nevrotici, ribelli, infidi, licenziosi e stravaganti” (Rudolf e Margot Wittkower “Nati sotto Saturno”).

Che rapporto esiste tra l’opera e il suo autore? E il successo del lavoro o il suo fallimento come si ripercuotono nella vita dell’artista? In “Salti mortali”, Charlotte Van den Broeck, giovane scrittrice e poeta belga, tenta un’analisi, personale e originale, attraverso una serie di riflessioni sollecitate da architetture in luoghi dimenticati e trascurati (piscine comunali, biblioteche in rovina dove i libri stanno marcendo, palazzi delle poste, caserme gigantesche, musei). Ma non mancano pensieri su capolavori celeberrimi come la chiesa di San Carlo alle Quattro Fontane a Roma, di Francesco Borromini (nell’immagine la cupola ovale), o Villa Ebe a Napoli, di Lamont Young.

Il volume racconta le storie di architetti e artisti che hanno affrontato il disastro, le vite di geni (incompresi?) e di coloro che, di fronte al fallimento, hanno scelto la morte o l’oblio.

Sono protagonisti non solo i difetti di costruzione ma anche le ambizioni creative, che in questi casi inevitabilmente si intrecciano, portando a risultati inaspettati e spesso tragici. E, talvolta, il fallimento può essere visto come una forma di capolavoro: di fronte alle “ceneri” di una catastrofe si può trovare una nuova comprensione e una forma di bellezza capace di rivelare verità sulla creatività e l’esistenza umana.

Pagina 111, Charlotte Van der Broeck: Salti mortali

(1) Una teoria suggerita da Ford Madox Ford, scrittore nato in Gran Bretagna nel 1873 (il suo romanzo più famoso è “Il buon soldato”, 1915) e amico di Joseph Conrad e Henry James, propone che per giudicare un libro sia sufficiente leggerne la pagina 99, dove il tema è ormai delineato e la trattazione precisa. Perché non provare allora sul sito One a spostare la verifica a pagina 111?

[Charlotte Van der Broeck: Salti mortali. Pagina 111(1)] “… Bernini, che non poté fare a meno di sventolare meschinamente la sua vittoria sotto il naso di Borromini inserendo elementi di scherno nella composizione della fontana. Il bacino contiene quattro statue rivolte ognuna in una direzione diversa. Quella di fronte alla facciata della chiesa di Sant’Agnese tiene una mano davanti agli occhi, come se volesse ripararsi dalla vista della chiesa di Borromini.
Questi compie a sua volta un gesto ironico collocando due monumentali campanili all’altezza della cupola della chiesa di Sant’Agnese, sbeffeggiando così il più grande svarione di Bernini: i due campanili che egli aveva fatto costruire per la basilica di San Pietro e che vennero abbattuti quasi subito perché presentavano delle crepe.
Quale è più alta? Al centro della fontana di Bernini è stato collocato un obelisco egizio di sedici metri che poteva rivaleggiare con i campanili di Borromini. Ragazzate. Ma per loro era anche una cosa seria.
Un perfezionista merita un valido rivale. Preferibilmente uno che sia sempre un po’ migliore di lui, in modo che batterlo gli dia più piacere. La rivalità tra i due architetti deve aver agito inizialmente come una forza trainante, ma a lungo termine ha amareggiato Borromini. La sintonia di Bernini con il grande pubblico non si conciliava con le sue convinzioni artistiche e cominciò a considerare sempre più spesso il suo successo come un’onta per la propria opera.
Nell’estate del 1667 Borromini cadde vittima di una grave nevrosi. Gli elevati obiettivi che si poneva nel completamento di San Carlino, la morte del suo amico Martinelli, l’invidia nei confronti di Bernini, la sua incessante ricerca della perfezione… A posteriori sono segnali di ciò che già da anni lo spingeva in quella direzione fatale. Tuttavia, è solo il 27 luglio, quando …”

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Charlotte Van der Broeck
Salti mortali

 
Il Saggiatore, 2025
pp. 304
Isbn 9788842833680

Recensione di Danilo Premoli – Office Observer

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